Nomadi digitali e programmi di residenza · Italy
Nomadi digitali e programmi di residenza — Italy (2026)
L’Italia prevede un visto e un permesso di soggiorno specifici per soggiorni di lunga durata (Tipo D) destinati ai “nomadi digitali e ai lavoratori da remoto”, in vigore dal decreto attuativo del 29 febbraio 2024. Il programma è rivolto a cittadini extracomunitari altamente qualificati che lavorano in proprio (nomadi digitali) o per un datore di lavoro non italiano (lavoratori da remoto) utilizzando strumenti tecnologici, e viene rilasciato al di fuori delle quote previste dal Decreto Flussi. L’Italia gestisce inoltre un programma separato di visto per investitori («visto d’oro») che consente di ottenere la residenza tramite investimenti, destinato a coloro che intendono trasferirsi nel Paese e dispongono di capitali da investire.
Struttura primariaVisto specifico per nomadi digitali/lavoratori da remoto ai sensi dell’art. 27-quater del Decreto Legislativo 286/1998 (introdotto dalla Legge 28/2022), attuato dal decreto del Ministero dell’Interno del 29 febbraio 2024 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 4 aprile 2024); le autorità competenti sono i consolati italiani (visto) e la Questura (permesso di soggiorno).
Punti chiave
Con il decreto ministeriale del 29 febbraio 2024 sono stati istituiti uno specifico “visto per nomadi digitali e lavoratori a distanza” (visto nazionale di tipo D) e il corrispondente permesso di soggiorno per “nomadi digitali e lavoratori a distanza”, che distinguono due categorie: i nomadi digitali autonomi e i lavoratori a distanza dipendenti di un datore di lavoro straniero.
I candidati devono essere lavoratori “altamente qualificati” provenienti da paesi extra-UE (ai sensi dell’art. 27-quater del Decreto Legislativo 286/98), in possesso di un titolo di studio universitario o di una qualifica professionale, oppure di un’esperienza equivalente, oltre ad almeno sei mesi di esperienza pregressa come nomade digitale o lavoratore a distanza nel settore di riferimento.
Sono richiesti un reddito annuo minimo proveniente da fonti lecite pari ad almeno tre volte la soglia di esenzione sanitaria (circa 28.000 € nel 2025), un’assicurazione sanitaria valida per l’intera durata del soggiorno e una sistemazione documentata; i lavoratori da remoto devono inoltre presentare un contratto di lavoro o di collaborazione.
Il visto e il permesso di soggiorno hanno una validità massima di un anno e sono rinnovabili purché continuino a sussistere i requisiti. Il permesso deve essere richiesto presso la Questura competente entro 8 giorni lavorativi dall’ingresso nel territorio; questa procedura non è soggetta alle quote previste dal Decreto Flussi e non richiede il Nulla Osta.
Il “Visto per investitori in Italia”, di tipo specifico, concede il permesso di soggiorno agli investitori extracomunitari: un investimento minimo di 250.000 euro in una startup innovativa, 500.000 euro in un’azienda italiana, 2 milioni di euro in titoli di Stato oppure una donazione filantropica di 1 milione di euro; concede un permesso di soggiorno di 2 anni rinnovabile per altri 3 anni ed è gestito tramite il portale online del MIMIT.
Oltre ai visti per nomadi e investitori, l'Italia offre l'Italia Startup Visa, destinato ai fondatori di startup innovative, nonché percorsi di lavoro autonomo e di residenza elettiva, fornendo ulteriori opportunità a chi desidera trasferirsi nel Paese senza lavorare da remoto per un datore di lavoro straniero.
La presente pagina è una traduzione fornita a titolo informativo; la versione inglese è quella ufficiale e non costituisce un parere legale.