Intelligenza artificiale · Italy
Intelligenza artificiale — Italy (2026)
In qualità di Stato membro dell’UE, l’Italia è regolata in primo luogo dalla legge UE sull’IA, direttamente applicabile, le cui norme relative alle pratiche vietate e all’alfabetizzazione in materia di IA si applicano a partire dal 2 febbraio 2025 e quelle relative alla GPAI e alla governance a partire dal 2 agosto 2025. L’Italia è andata oltre, diventando il primo paese dell’UE ad adottare una legge nazionale sull’IA, la legge n. 132/2025 (in vigore dal 10 ottobre 2025), che stabilisce principi incentrati sull’uomo, norme settoriali (sanità, lavoro, giustizia, proprietà intellettuale), un nuovo reato penale relativo ai deepfake e designa le autorità nazionali competenti. La legge delega inoltre al Governo il potere di emanare decreti attuativi entro ottobre 2026 per costruire un quadro normativo più completo e coerente con l’AI Act dell’UE.
Struttura primariaLa legge dell'UE sull'intelligenza artificiale (Regolamento (UE) 2024/1689) come riferimento di base direttamente applicabile, oltre alla legge quadro nazionale italiana n. 132/2025 del 23 settembre 2025; le autorità competenti sono l’AgID (notifica/promozione) e l’Agenzia nazionale per la sicurezza informatica (ACN) (vigilanza del mercato, sanzioni).
Punti chiave
La legge dell'UE sull'IA basata sul rischio si applica direttamente in Italia: le pratiche vietate e gli obblighi in materia di alfabetizzazione all'IA a partire dal 2 febbraio 2025, il GPAI e gli obblighi di governance a partire dal 2 agosto 2025, mentre gli obblighi relativi alle attività ad alto rischio entreranno in vigore gradualmente nel periodo 2026-2027.
La legge n. 132/2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2025 ed entrata in vigore il 10 ottobre 2025, è la prima legge nazionale in materia di intelligenza artificiale nell’UE; essa stabilisce una serie di principi (trasparenza, supervisione umana, non discriminazione, protezione dei dati) ed è espressamente concepita per integrare il regolamento (UE) 2024/1689.
L’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) è l’autorità notificante incaricata di promuovere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale; l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Informatica (ACN) è l’autorità di vigilanza sul mercato che si occupa delle ispezioni, delle sanzioni e funge da punto di contatto unico con gli organismi dell’UE. Le autorità di regolamentazione settoriali (Banca d’Italia, CONSOB, IVASS, Garante per la protezione dei dati personali, AGCOM) mantengono i poteri di cui già dispongono.
La legge n. 132 del 2025 stabilisce disposizioni specifiche in materia di assistenza sanitaria (divieto di discriminazione nell’accesso; protezione dei dati), lavoro (i datori di lavoro sono tenuti a informare i lavoratori in caso di utilizzo dell’IA), giustizia (l’IA ha solo un ruolo strumentale; le decisioni spettano ai magistrati) e diritto d’autore (le opere realizzate con l’ausilio dell’IA sono protette solo se presentano un autentico contributo creativo umano).
La legge inserisce nel Codice penale l’articolo 612-quater, che punisce la diffusione illecita di immagini, video o registrazioni vocali generati o alterati tramite intelligenza artificiale (IA) che arrechino ingiustificato danno a una persona, con la reclusione da uno a cinque anni, oltre a una nuova circostanza aggravante (art. 61, n. 11-decies) qualora l’intelligenza artificiale sia utilizzata come mezzo insidioso.
L'articolo 16 delega al Governo il potere di adottare, entro il 10 ottobre 2026, decreti attuativi volti a definire un quadro normativo di riferimento in materia di dati, algoritmi e formazione nel campo dell'intelligenza artificiale (diritti, obblighi, rimedi, sanzioni); la legge autorizza lo stanziamento di un massimo di 1 miliardo di euro di capitale di rischio garantito dallo Stato a favore di imprese operanti nei settori dell'intelligenza artificiale, della sicurezza informatica e delle telecomunicazioni.
La presente pagina è una traduzione fornita a titolo informativo; la versione inglese è quella ufficiale e non costituisce un parere legale.